👋🏼 Ciao, mi chiamo Anto - Nata tra le montagne del Friuli, trasferita in pianura per amore, scappo tra le vette ogni volta che mi è possibile. Con la famiglia o da sola ma sempre in compagnia del nostro camper Vanes, racconto i nostri viaggi e i nostri giri in bici.
COME È NATO QUESTO PROGETTO
Con il camper è stato amore a prima vista. Dal quel primo noleggio, in pieno inverno, senza esperienza, per andare a sciare a Livigno, (avevo 20 anni) ho capito che la vita in camper era più di una passione, era uno stile di vita e prima o poi ne avrei avuto uno.
Per la E-Mtb è stata la stessa cosa: la prima volta che l’ho provata mi son detta: “ok, a casa e vediamo come fare per prendere una tutta mia”
Sono passati diversi anni da allora ma ce l’ho fatta! Ora, con la mia famiglia, sfruttiamo ogni week end libero per cercare il panorama più bello dove svegliarci, il sentiero tra i boschi più profumati e i trail più emozionanti per ricaricare le batterie con l’energia che ci regala la natura.
Questo progetto è nato così, per raccogliere, in un unico posto, tutti i ricordi dei nostri viaggi, delle passeggiate tra i boschi e delle discese in bici più pazzesche.
Da poco abbiamo anche adottato una piccola meticcia che ora, come parte della famiglia, ci segue nelle nostre avventure!
Se ti va di scoprire i nostri itinerari unisciti a noi!
BICI & ATTREZZATURA
Premetto subito che non sono una fanatica di marchi prestigiosi nè ricerco particolari prestazioni dalle mie attrezzature. Tutto quello che ho mi permette di divertirmi parecchio. In fondo questa era l’idea iniziale, divertirmi, quindi direi che per ora va benissimo così. Piano piano inizio a notare qualche differenza tra un tipo di gomma e un altro, tra un olio per catena e il suo concorrente, tra un’app per le mappe e un’altra. Queste piccole consapevolezze sono già “tanta roba” per me. Queste sono le premesse su cui si basano tutti i “consigli” che leggi su questo blog: la mia personale esperienza e null'altro. Non ho fatto corsi, non ho “studiato”, porto solo la mia esperienza. Ci tengo però a riportare un punto di vista obiettivo, spiegando quindi anche ciò che NON mi è piaciuto di un prodotto, dove mi sono trovata male, insomma anche la parte meno scintillante della faccenda.
Ecco perché, in questo elenco di attrezzature, parto dagli acquisti “ciofeca”, quelli per i quali avrei volentieri risparmiato soldi se qualcuno me li avesse sconsigliati.
BICI: La prima, acquistata in totale autonomia ormai 3 anni fa, era una front Rockrider del Decathlon. Partendo con zero esperienza avevo optato per una taglia S ma dopo solo poche uscite mi ero resa conto che era davvero troppo piccola.
L’ho sostituita presto, sempre con una Rockrider ma questa volta taglia M. Mi sono trovata subito meglio, con lei ho macinato km, ma sentivo che mancava ancora qualcosa….
Nel frattempo mio marito acquistava una Fantic full con batteria da 720, inutile dire che è diventata immediatamente la MIA bici.
Ho capito subito che quello che mancava alla mia Rokrider era un ammortizzatore sotto la sella: un confort di guida mai provato prima ma che apriva la porta a tutta una serie di nuove regolazioni… dai alora che ne impariamo ancora!
ACCESSORI:
Sempre da totale autodidatta, particolarmente testarda, ho personalizzato ogni bici con gli accessori che in quel momento mi sembravano più adatti alle mie esigenze. Li elenco per mettere nero su bianco quante sono state le cose INUTILI provate nel tempo:
- Le “corna”: acquistate con la pretesa di pedalare dritta con la schiena, comoda (a dirlo adesso mi viene già da ridere). Smontate al ritorno dal primo giro di prova sulla ciclabile fuori casa.
- Manopole con poggia palmo ergonomico: montate e volata a provarle sul mio tracciato “di casa”. Scesa dalla bici con le mani doloranti le ho smontate prima di ricaricare la bici in macchina.
- Cavalletto: mi son detta che io non sono Iron Mike e voglio poter poggiare la bici subito senza dover cercare appoggi di fortuna… 2 giretto → partita con cavalletto giù —> quasi ammazzata → SMONTATO!
- Garmin: per la traccia del giro usavo il cellulare fissato alla bici con l’apposito gancio della Quadlock (che ho adorato da subito tanto da aver installato anche in macchina la versione magnetica). Questa soluzione è andata alla grande fino a che facevo giri di breve durata. Più allungavo la traccia più bruciavo la batteria dell’iPhone X. Mi son detta che forse era quello il motivo per cui tutti usavano il Garmin. Ok, scelto quello con lo schermo più grande e iniziato ad usare. Sarò io, sarà il modello di Garmin ma, dopo essermi persa un paio di svolte importanti che mi hanno costretta a spallare per qualche metro, ho messo su Vinted anche quello 😅 e sono in attesa di venderlo. Sono tornata al cell agganciato sul manubrio più che altro per sicurezza perché ho imparato a studiare bene le tracce a casa, prima di partire e poi… se mi perdo, scopro nuovi sentieri.
Questi sono solo alcuni degli accessori che ho testato in questi 3 anni ma non rimpiango nulla, ogni oggetto mi ha insegnato qualcosa che mi aiutato a crescere e arrivare alla consapevolezza che ho oggi.
Le bici “in più” poi le ho passate ai miei ragazzi che ora, quando ne hanno voglia, possono venire a fare un sbraccetto con me.
Tu hai fatto come me, mille prove e test, o ti sei fidato dei consigli di qualcuno?
LA NOSTRA COMPAGNA DI VITA
Abbiamo adottato Brezel dal canile. Non è stato un percorso breve e nemmeno semplice: abbiamo interpellato 4 canili, fatto ricerche sui social, chiesto ad amici e ci sono voluti 5 mesi.
Avevamo adocchiato qualche cane ma per un motivo o per un’altro non erano adatti alla nostra situazione. Poi, nel 5° canile, non proprio dietro casa 😅, l’abbiamo trovata. Non è stato un colpo di fulmine: prima di Brezi avevamo visto una sua sorella e suo fratello che però erano già opzionati. Restava disponibile lei e dopo qualche uscita conoscitiva è stato tutto chiaro: era per LEI che abbiamo girato 36 canili e aspettato 5 mesi! LEI era la nostra BREZI e lo sapeva, dovevamo solo trovarla. Con l’ultimo abbraccio prima della promessa di portala a casa si è fissato tutto nel MIO cuore (e sono certa anche nel suo).
Lei ci ha pazientemente aspettati per le 2 settimane che ci separavano dall’adozione e quando l’abbiamo portata a casa è stata la realizzazione del sogno.
Finalmente avevamo un cane: i ragazzi erano euforici, io e Fede un po’ preoccupati ma, vedendo la felicità dei regaz, confidavamo in un futuro sereno.
Oggi, a poco più di un anno da quel giorno, Brezi è il 5° membro della famiglia, è con noi SEMPRE: in montagna, in camper, mentre la Viola prova a farsi le unghie finte (😂) , al lago, nei boschi, meno spesso al mare ma SEMPRE con noi.
Era questa l’idea iniziale: vivere la vita con lei e farle scoprire tutto quello che c’è oltre il recinto del canile.
Dobbiamo ancora risolvere qualche problema logistico. Fin ora non siamo ancora riusciti a fare un giro in bici tutti insieme perché non me la sento proprio di lasciare Brezi in camper da sola (se hai suggerimenti sono tutt’orecchi 😅 )
Questa è la storia di Brezi e di come è diventata un membro della nostra famiglia!
DA DOVE TUTTO È NATO
L’ultimo componente di questa presentazione, anche se il primo ad arrivare in ordine temporale, é la base da cui ha preso forma tutto questo progetto.
Questo pezzo del puzzle è la vera realizzazione del grande sogno che avevo fin da quando ho provato il primo camper a 18 anni (e ne è passata di acqua sotto i ponti eh 😂)
Questo è VANES, tipico nome della tradizione Emiliana, il nostro camper (un giorno forse racconterò anche la storia della scelta di questo nome).
Vanes è un Laika Ecovip 2.0 cercato disperatamente per la sua particolare pianta con 2 dinette, 1 letto matrimoniale in mansarda e 2 a castello longitudinali in coda.
Questa disposizione ci permette di essere comodi SEMPRE.
Avere, oltre a 4 posti letto sempre pronti, un salotto e, all'occorrenza, anche una postazione di lavoro in viaggio, per noi entrambi con P.iva, non era una caratteristica trascurabile.
Sono andata fino in Sicilia a prenderlo (a noi le cose comode non piacciono 😉) perché Vanes aveva già tutto quello che serviva: doppio serbatoio delle chiare, impianto solare, portabici e un sacco di altri piccoli optional che nel tempo si sono rivelati fondamentali.
Da allora è diventato la nostra seconda casa e ogni volta che lo prendiamo siamo sicuri che al rientro a casa saremo pieni di tanti ricordi.
Questi sono gli attori principali della storia che racconterò qui e se qualche trail, viaggio o passeggiata ispireranno anche qualche tua avventura ne saremo felici!